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Secondo tempo

Nella Walewska, dimesso e triste l'attacco (batt.8): (W13), accorato e sognante il prosieguo (batt.16-24) (W14), intensa la rievocazione (batt.25-27), drammatico l'acme di batt.28 (W15), struggenti gli archetipi di dolcezza seguenti, fino a batt.35 (W16).
In Rostropovitch tutto è più distaccato (R13) anche se c'è come un grande rispetto per l'evento narrato (R14), che gli impedisce di partecipare in prima persona alla profonda emozione di batt.28 (R15), e lo costringe ad un innaturale rallentamento degli archetipi di batt.29-33 (R16).

La ripresa, da batt.42 a 57, vede un Rostropovitch guardingo e dalle emozioni controllate (R17), che neppure negli archetipi di dolcezza (eccessivamente strascicati, come "snervati"), di batt.61-64, riesce ad comunicarci qualcosa di quel "molto appassionato" scritto di pugno da Dvoràk su tali battute (R18).
Ben diversa, la Walewska (W17), che, anche senza esagerare, non si lascia scappare le indicazioni dell'Autore (W18).

Nulla da dire sulle due perfette esecuzioni delle "variazioni-commento" di batt.69-75, e così pure sulla ripresa di batt.76, più dolce in (R19), più vibrante e scandita in (W19); e quando si giunge per la terza e ultima volta, agli archetipi di dolcezza triste sfumanti in soliloquio (batt.87-95) stavolta persino Rostropovitch li esegue con qualche passione, che diventa sussiego nel soliloquio, quasi a ritrarsi nella mente (R20).
Invece, naturalmente, la Walewska lascia cantare i precordi, e il tema assume un carattere drammatico e di ultima attesa (W20).

Ma in batt.107 la cadenza: nobile, solare, esteriorizzata in (R21); accorata, autocommiserativa, interiorizzata in (W21); e successivamente, fino a batt.129, (R) si fa meditativo; (W) invece diviene propositiva; il successivo dialogo con l'orchestra (batt.129-134) vede una serenità quasi equivalente, più estenuata ma più concreta in (R22) che non condivide il carattere di "sogno" dato da (W22) alle batt.135-144.

Come pure, dopo la breve cadenza di batt.146-148, avviandoci verso la fine, mentre in (W23) si avverte chiaramente il senso di liberazione e il presagio di commiato, in (R23) è tutto rallentato e compitato, quasi cristallizzato, come se si andasse serenamente verso il "nulla".

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