OLIMPIADI E MARATONE OLIMPICHE

Giovanni Polacco

I cinque anelli intrecciati sono il logo ufficiale delle Olimpiadi. Anche questa è una creazione di Pierre De Coubertin che fece il disegno nel 1913. Come tutti sanno i 5 anelli rappresentano i continenti ed il loro intreccio simboleggia l'unione degli atleti di tutto il mondo in nome dello sport. Però non tutti sanno che non è vero che ad ogni colore sia associato un particolare continente. I colori sono stati scelti perchè almeno uno di essi compare nella bandiera di ogni paese. De Coubertin non è che facesse le cose a caso. Sullo striscione originale compare anche il motto "Citius, Altius, Fortius," che significa più veloce, più alto, più forte.
Altra cosa importante da raccontare è la storia della fiamma Olimpica. Durante i giochi dell'antichità una sacra fiamma rimaneva accesa continuamente sull'altare della Dea Hera. Per quanto riguarda i giochi moderni, la fiamma è apparsa per la prima volta nel 1928 ad Amsterdam e l'idea fu di Theodore Lewald che era un membro del CIO e che poi fu uno degli organizzatori delle Olimpiadi di Berlino nel 1936 dove venne inaugurata la tradizione della fiaccola che arriva nello stadio ed accende il calderone Olimpico durante la cerimonia di apertura. In quella occasione 3000 tedofori fecero una staffetta da Olimpia a Berlino.

ATENE 1896

Ma torniamo a noi ed alla maratona, partendo dalla prima Olimpiade. Come detto, siamo nel 1896, in Grecia, ad Atene e non poteva essere diversamente visto che gli ateniesi le Olimpiadi le organizzavano dal 776 a.C.. I giochi si svolgono dal 6 al 15 aprile, le nazioni partecipanti sono 13, per un totale di 311 atleti (tutti maschi ovviamente, ma le donne dovranno aspettare solo fino alla edizione successiva) che si sono confrontati in 43 diverse specialità.

E vediamo il medagliere:

classifica per nazioni

posizione

nazione

oro

argento

bronzo

totale

1

GRECIA

10

19

18

47

2

USA

11

6

2

19

3

GERMANIA

7

5

3

15

4

FRANCIA

5

4

2

11

5

GRAN BRETAGNA

3

3

1

7

6

DANIMARCA

1

2

4

7

7

UNGHERIA

2

1

3

6

8

AUSTRIA

2

-

3

5

9

SVIZZERA

1

2

-

3

10

AUSTRALIA

2

-

-

2

Qui serve una precisazione, in quanto l'Australia sostiene di aver partecipato a tutte le edizioni dei moderni giochi Olimpici però è anche vero che nel 1896 l'Australia in quanto tale non esisteva, era un gruppo di 6 colonie inglesi, per cui nel medagliere figura grazie alla presenza del signor Edwin Flack che lavorava in Inghilterra, ma era nato a Melbourne.
Spiridon Louis
Per quanto riguarda la maratona, allora come oggi venne corsa nell'ultimo giorno di gare ed i greci, benchè primi nel medagliere, erano in crisi perchè nelle specialità dell'atletica non avevano ancora vinto nemmeno un oro. Per questo motivo riponevano tutte le loro speranze in questa gara la quale peraltro prometteva bene visto che dei 16 partecipanti ben 12 (!) erano greci. E vinse un greco, uno sconusciuto 25enne di nome Spiridon Louis che percorse i 40 chilometri in 2 ore 58 minuti e 50 secondi che lo proiettarono nella leggenda e lo resero eroe nazionale. L'entusiasmo dei greci fu tale che persino i principi Costantino e Jorge saltarono in campo per accompagnare l'atleta al traguardo. Pare che Spiridon Louis oltre al primo premio vinse anche un buono a vita sia per radersi sia per mangiare gratuitamente in un ristorante greco. Anche il secondo e terzo classificato erano greci, ma la terza posizione venne poi aggiudicata all'ungherese Gyula Kellner perchè il terzo greco aveva fatto il furbo facendosi trasportare per un tratta di gara.

PARIGI 1900

Fu un'edizione piena di problemi. Tanto per cominciare i greci rivendicavano il diritto di organizzare tutte le edizioni delle Olimpiadi, ma da un lato la voglia di De Coubertin di internazionalizzare la manifestazione e dall'altro lo scoppio della guerra Grecia-Turchia risolsero la questione a favore della capitale francese. Altri problemi nacquero dal fatto che l'organizzazione fu piuttosto scarsa ed inoltre l'attenzione dei parigini era concentrata sulla torre Eiffel, di recente costruzione. Un episodio è molto significativo: Margaret Abbott partecipò per scherzo al torneo di golf e lo vinse, il che la rese la prima donna ad essere vincitrice di una competizione olimpica, ma purtroppo ancora non si sapeva se quella era una gara ufficiale o no e Margaret morì nel 1955 ancora con questo dubbio.
La maratona comunque la vinse Michel Teatho in 2 h 59' 45". I maligni (cioè gli americani) dicono che abbia vinto perchè era un locale e conosceva la corsa il che equivale a dire che si sospetta che sapesse dove tagliare il percorso. La gara peraltro si svolse in un clima torrido (39 °C) ed al traguardo arrivarono solo in 7.

ST. LOUIS 1904

Questa è stata una delle edizioni più sofferte delle Olimpiadi. Già, perchè se quelle di Parigi andarono male, quelle di St Louis furono anche peggio. Anzitutto la scelta del luogo è di quelle da far riflettere, nel senso che è stata dettata da motivazioni puramente commerciali, proprio come si fa oggi. Inizialmente si doveva scegliere Chicago, ma il presidente Roosevelt insistette per St. Louis in Louisiana in modo da sincronizzare le Olimpiadi con la grande fiera mondiale che lì si svolgeva e nella quale venivano presentate le straordinarie novità dell'epoca che erano nientemeno che l'elettricità, le automobili, gli aeroplani etc.). Questo però determinò una scarsa attenzione alle gare in quanto la maggior parte delle persone erano più attratte dalla fiera.
Inoltre la scelta di andare oltreoceano penalizzò fortemente tutti gli atleti europei che all'epoca erano i più quotati in quanto un viaggio del genere era estremamente proibitivo e soprattutto costoso. E' bene ricordare che le Olimpiadi erano effettivamente una sfida fra amatori e non fra nazioni, per cui ogni atleta che volesse partecipare doveva organizzarsi per conto proprio ed a sue spese. E parteciparono in 681 di cui 525 statunitensi. E' facile intuire come le medaglie siano finite quasi tutte a loro (238 su 300) e, tanto per fare un esempio, gli atleti statunitensi vinsero 22 dei 23 eventi dell'atletica.
A queste cose dobbiamo aggiungere che siamo in Louisiana e tutti sanno come la pensavano (e molti tuttoggi pensano) a proposito della gente di colore e delle minoranze, per cui gli organizzatori allestirono anche un'Olimpiade parallela ("Il giorno dell'antropologia"), dedicata proprio alle minoranze le quali potevano così gareggiare, ma separatamente e soprattutto in specialità acconce, ovvero adatte a dei selvaggi privi di civilizzazione. Qualche povero disgraziato fu costretto a vestirsi da selvaggio e fare gare del tipo "lancio delle pietre" e simili.
Ma a noi, come al solito, interessa soprattutto la maratona. E la storia della maratona del 1904 è di quelle da raccontare perchè ne successero di cotte e di crude. Cominciamo col dire che l'albo d'oro segna il nome di Thomas Hicks, arrivato in 3h28'53". Ma la faccenda è piuttosto complicata. Anzitutto la gara si svolse in condizione climatiche proibitive perchè di nuovo faceva un gran caldo ed inoltre il percorso era sterrato e pieno di salite e discese visto che toccava ben 7 colline. Inoltre ed i corridori erano preceduti da un gruppo di cavalieri e da un esercito di dottori, giudici e giornalisti che viaggiavano sulle macchine le quali peraltro erano appena state inventate. Ecco perchè le strade non erano asfaltate e tutta questa gente ottenne il risultato di sollevare una vera e propria nube di polvere che certamente non fece piacere a chi correva.
Per primo il traguardo lo aveva tagliato il newyorkese Fred Lorz il quale aveva impiegato appena 3 ore, e venne coperto di tutti gli onori finchè non saltò fuori che aveva percorso un tratto di 11 miglia in automobile. Bel colpo. Su tre maratone olimpiche ben tre volte c'è perlomeno il dubbio che qualcuno abbia fatto il furbo. Lorz venne squalificato a vita, ma un anno dopo la squalifica fu revocata dandogli modo di vincere la maratona di Boston.
Ecco allora che Hicks venne dichiarato vincitore, ma per lui non si poterono fare grandi cerimonie perchè fu costretto a lasciare lo stadio in condizioni pietose. A circa 10 miglia dall'arrivo Hicks non ce la faceva più, ma un suo meticoloso allenatore gli somministrò una generosa dose di un cocktail preparato con stricnina fra gli altri ingredienti e poi anche dei brandy e chissà cos'altro. Hicks tagliò quindi il traguardo, ma solo grazie al sostegno di due dei suoi allenatori che praticamente lo trascinarono fino in fondo più morto che vivo. Alla faccia del doping!
Un altro personaggio curioso che corse quella maratona fu un postino cubano, certo Felix Carvajal, il quale, non avendo soldi per partecipare, pensò bene di lasciare il lavoro ed andare all'Havana dove, armato di una scatola di sigari vuota, chiese l'elemosina per racimolare la cifra necessaria. Quindi partì per l'America dove perse tutti i soldi giocando d'azzardo e fu costretto a raggiungere St Louis in autostop (non fu facile perchè non c'erano auto). Alla partenza non aveva nemmeno l'abbigliamento sportivo ed i giudici dovettero ritardare il via per dargli modo di tagliare maniche e gambe alla sua maglia ed ai suoi pantaloni. Durante la gara il postino si dimostrò essere l'atleta più valido, ma anche il più bischero. Tanto per cominciare chiacchierò col pubblico per tutto il percorso, arrivando anche a fermarsi qualche volta, e poi quando gli venne fame pensò bene di andare in un negozio e prendere delle mele verdi. Un buon runner sa bene che questo è un imperdonabile errore ed infatti a Felix vennero dei terribili crampi di stomaco che lo fecero fermare e perdere molto tempo. Nonostante tutto alla fine il postino cubano arrivò quarto, ma le cronache lo indicano come il potenziale vincitore di quella gara, se solo avesse avuto un po' più sale in zucca. E c'è un'altra storia veramente curiosa ancora legata a questa mitica maratona. Alla corsa parteciparono i primi due africani che siano mai andati alle olimpiadi, due Zulu di nome Lentauw (vero nome: Len Taunyane, 35 anni)e Yamasani (vero nome: Jan Mashiani, 36 anni). La cosa buffa è che i due non erano lì per fare la gara, ma perchè esibiti nella esposizione dedicata alla guerra in Boeria, cioè praticamente stavano in bella mostra come esempio di selvaggi africani, con tutto che entrambi erano studenti in Sud Africa, ma nessuno era disposto a credere che potessero mai venire educati in alcun modo. Noi comunque oggi ben sappiamo come siano portati per la corsa gli africani ed i nostri due amici non delusero, considerando che non erano lì per correre, visto che arrivarono rispettivamente nono e dodicesimo, ma il povero Lentauw era dovuto scappare per circa un chilometro e mezzo lontano dal percorso perchè rincorso da un cane (probabilmente razzista anche lui)!
In conclusione queste olimpiadi furono un tale disastro, che oltretutto seguiva il disastro parigino, da costringere il comitato olimpico ad organizzare in tutta fretta una edizione ad interim, ovviamente ad Atene, nel 1906.

ATENE 1906

Edizione straordinaria, tanto per recuperare credibilità, che non verrà conteggiata, ma alla quale parteciparono 900 atleti di 20 nazioni e che tutto sommato andò benone ed effettivamente gettò le basi per il rilancio della manifestazione che fu molto curata e ben organizzata.
La maratona la vinse il canadese William Sherring che passò i due mesi precedenti la gara a studiarne il percorso. Quando Sherring entrò nello stadio re Giorgio corse l'ultimo giro al suo fianco ed anche se non era greco il vincitore fu molto festeggiato in quell'occasione.

LONDRA 1908


La partenza della maratona

Da qui in poi si può dire che comincia l'ascesa di questa manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi a Roma, ma nel 1906 c'era stata l'eruzione del Vesuvio e l'Italia non era in condizioni ottimali, così il comitato britannico si fece carico dell'organizzazione che risultò ottima. L'unico neo furono le molte contestazioni riguardo l'operato dei giudici, cosa che convinse il CIO che quella sarebbe stata l'ultima edizione con giudici tutti appartenenti al paese ospite. Da allora il gruppo dei giudici è diventato internazionale. Ed anche noi avremmo qualcosa da dire sui giudici, a proposito della maratona. Come anticipato, questa è l'edizione dei 42 km e 195 metri, nonchè della mancata vittoria di Dorando Pietri. Gara memorabile, come tutti gli italiani sanno.
Dorando Pietri
Dorando Pietri entrò per primo nello stadio, ma era assolutamento esausto e crollò ripetutamente a terra finchè alcuni giudici di gara non intervennero sostenendolo per fargli superare la linea del traguardo. Fra questi pare ci fosse nientemeno che Sir Artur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes. Come andò a finire lo sappiamo. Gli statunitensi protestarono per questo aiuto e la protesta fu accolta quando già la bandiera italiana era stata messa sul pennone, pronta ad essere issata per sancire la vittoria. E così Dorando Pietri fu retrocesso al secondo posto e fu dichiarato vincitore John Hayes che era arrivato secondo in 2h 55' 18". Dorando Pietri fu comunque molto apprezzato per il suo coraggio e tenacia e la regina volle consegnargli una coppa d'oro, come se avesse vinto.

STOCCOLMA 1912

La migliore di tutte le edizioni svolte sino ad allora. Gli svedesi hanno di fatto dato il via alle Olimpiadi moderne. L'organizzazione è stata curata nei minimi particolari e soprattutto la manifestazione è stata messa al centro dell'attenzione tanto da conquistarsi finalmente le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Furono costruiti un nuovo stadio ed una nuova piscina, introdotte le misurazioni elettroniche e varie nuove discipline (in tutto 13 sports e 102 gare, dalle quali venne esclusa la boxe perchè proibita in Svezia), fra le quali il pentathlon che è un'altra pensata di De Coubertin, e le cui 5 specialità sono quelle in cui deve eccellere il bravo soldato. Altra cosa importante fu che gli atleti vennero alloggiati tutti insieme, ovvero nacque il primo villaggio olimpico dove tutti andarono d'amore e daccordo che meglio non si poteva. Le gare si svolsero fra il 5 maggio ed il 22 luglio, parteciparono 2490 atleti (57 donne) di 28 diverse nazioni.
Per quanto riguarda i risultati, l'atleta che ha lasciato il segno è stato senz'altro Jim Thorpe americano indiano dell'Oklahoma, la cui madre pellerossa gli diede il nome "Wa-Tho-Huck" che significa qualcosa come "cammino splendente". Torpe vinse in scioltezza pentathlon e decathlon ed alla cerimonia di premiazione re Gustavo V gli disse "lei, signore, è il miglior atleta del mondo" al che lui rispose "grazie, sire" in perfetto stile indiano, molto conciso. In effetti la forza di Torpe aveva talmente impressionato che anche lo Zar Nicola di Russia gli spedì in premio un modello d'argento di una nave vikinga ed il ritorno in patria fu di quelli riservati agli eroi nazionali. Ma i tempi erano differenti e quando si diceva che le Olimpiadi erano riservate agli amatori non si scherzava per niente e quando venne scoperto che Jim Torpe aveva giocato a Baseball per due stagioni come professionista gli vennero immediatamente tolte le medaglie e cancellati irecord. Torpe è morto nel 1953 per cui non si è goduto la soddisfazione di vedersi riabilitato e restituite le medaglie, cosa che il comitato olimpico ha deciso nel 1983, 30 anni dopo.
La maratona la corsero in 68 ed anche questa volta, nonostante si fosse in Svezia, il gran caldo fece una durissima selezione che purtroppo è costata la vita al portoghese Francisco Lazaro che è stato il primo atleta a morire durante una Olimpiade. La gara l'ha vinta Kenneth McAarthur in 2h 36' 54", sudafricano lui e sudafricano anche il secondo classificato. Ragguardevole il tempo, ma attenzione che la corsa era tornata ad essere di 40 km.

ANTWERP 1920

Nel 1916 le Olimpiadi non si svolsero a causa della prima guerra mondiale. Era stato previsto di farle a Berlino e De Coubertin fino all'ultimo momento non volle scegliere un'altra sede, in un paese non coinvolto nel conflitto, anzi addirittura sperava che le Olimpiadi avrebbero in qualche modo riappacificato le parti. Questo non successe e quindi si passa direttamente al 1920 e la scelta del Belgio è simbolica e dovuta proprio alle tremende pene subite da questo paese nel conflitto. Ad Austria, Bulgaria, Germania,Ungheria e Turchia non fu consentito di partecipare, ma ciononostante questa fu l'edizione con più atleti (2591 uomini e 77 donne in rappresentanza di 29 nazioni), nonchè l'edizione in cui fu introdotto il simbolo dei 5 anelli ed il giuramento degli atleti.
Fra gli atleti il più famoso è stato senz'altro il finlandese Paavo Nurmi che ha vinto i 5000, i 10000 ed anche i 10000 di campestre guadagnandosi l'appellativo di finlandese volante. Ma lui non è stato l'unico finlandese a volare nella corsa perchè Johan Kolehmainen vinse la maratona in 2h 32' 35".

PARIGI 1924

E siamo di nuovo a Parigi, ma questa volta le cose andarono molto meglio della precedente. Parteciparono più di 3000 atleti in rappresentanza di 45 diverse nazioni, fra le quali manca la Germania che è ancora in punizione a causa della prima guerra mondiale. Venne introdotta la radiocronaca in diretta e venne anche costruito il primo vero e proprio villaggio olimpico. Inoltre lo stesso anno i francesi hanno anche organizzato la prima edizione delle Olimpiadi invernali dando il via ad una nuova tradizione che è diventata un'altro appuntamento importantissimo per gli sportivi. Fra gli atleti c'è di nuovo Paavo Nurmi che vince 5 ori correndo per primo con un cronometro al polso, e c'è anche Johnny Weissmuller che vince 3 ori nello stile libero ed un bronzo nella pallanuoto e che poi diventerà famoso interpretando il ruolo di Tarzan sul grande schermo.
Per quanto riguarda la maratona i finlandesi confermano il loro momento di grazia e vince Abin Stenroos in 2h 41' 22" che aveva vinto un bronzo nei 10000 a Stoccolma ed era dal 1909 che non correva una maratona. Ancora una volta pochi dei partenti arrivarono fino alla linea del traguardo (28 su 58).

AMSTERDAM 1928

Si arriva in Olanda, anche questa è un edizione storica e lo è sostanzialmente per due motivi. Il primo è l'introduzione della fiamma olimpica e della parata delle nazioni, di cui abbiamo detto, ed il secondo è la partecipazione delle donne che vengono inserite nel programma ufficiale, alla qual cosa si arriva nonostante il parere contrario di De Coubertin ed anche di Pio IX. In conclusione si passa da 136 donne della edizione precedente a 290 iscritte. Gli uomini sono 2724 e le nazioni rappresentate 46 fra le quali figura nuovamente la Germania che peraltro ben si comporta arrivando seconda nel medagliere.
Fra gli atleti c'è il solito Paavo Nurmi che vince nei 10000 il suo nono oro olimpico.
La maratona è appannaggio di Boughera El Ouafi in 2h 32' 57" un algerino naturalizzato francese che fece una gara tatica restando fino all'ultimo dietro il giapponese Kanematsu Yamada che si fece infilare subito prima di entrare nello stadio. Terzo arrivò il cileno Miguel Plaza Reyes che una volta entrato nello stadio venne coperto da un tifoso con una bandiera del suo paese. Anche questa è diventata una tradizione, come del resto quella di naturalizzare gli atleti africani per vincere nel fondo.

LOS ANGELES 1932

Edizione partita male, ma finita bene. Partita male perchè gli americana erano ancora scossi dalla grande crisi iniziata nel '29. Il risultato fu una modesta partecipazione (1281 uomini e 127 donne da 37 nazioni differenti), nessuno si presentò per il calcio e solo 3 squadre per l'hockey. Finita bene perchè gli americani si sa che queste cose le sanno fare e l'Olimpiade fu un grosso successo economico e sportivo, infatti gli organizzatori misero da parte un bel gruzzolo e gli atleti stabilirono ben 33 record Olimpici e 16 record mondiali.
Come da tradizione, un po' di tradizioni vennero introdotte anche in questa edizione. Anzitutto il podio con i tre livelli per primo secondo e terzo posto, poi l'inno nazionale del vincitore suonato durante la premiazione ed infine il fotofinish.
Il nostro amico Paavo Nurmi non fu fatto partecipare perchè nel frattempo era diventato troppo famoso ed aveva ricevuto una somma eccessiva come finanziamento per il viaggio in America.
La maratona la vinse l'argentino Juan Carlos Zabala in 2h 31' 36" con uno strepitoso finale che vide 4 atleti entrare insieme nello stadio per contendersi il primo posto. Juan Carlos tagliò per primo il traguardo e collassò subito dopo avendo però stabilito due record: il tempo ed il fatto di essere il più giovane (20 anni) dei vincitori di una maratona olimpica.

BERLINO 1936

Anche questa è un edizione particolarissima e sappiamo tutti il perchè. La decisione di fare le Olimpiadi a Berlino era stata presa nel 1931, quando ancora il partito nazista non era andato al potere. Ma ormai c'era Hitler il quale decise di fare delle Olimpiadi uno strumento di propaganda, nonchè di sfruttare l'occasione per dimostrare al mondo intero la superiorità della razza ariana. Ci furono diversi tentativi di boicottare le gare, ma tutti quanti fallirono, il più convinto fu quello degli spagnoli che organizzarono addirittura una Olimpiade parallela o alternativa, che chiamarono "Le Olimpiadi del popolo", ma la cosa andò male perchè in Spagna intanto era scoppiata la guerra civile. I tedeschi comunque promisero di comportarsi bene e portarono ad esempio l'edizione invernale che già avevano organizzato e che era andata bene. Tutta la propaganda anti ebrea sparì dalle strade, la cerimonia iniziale fu molto ben fatta ed Hitler (armato solo di un rametto d'ulivo) vi invitò anche Spiridon Louis. Tutta propaganda. Parteciparono 3738 atleti uomini e 328 donne da 49 nazioni.
La tradizione iniziata in questa edizione è quella dei tedofori che in 3075 portarono la torcia da Atene a Berlino, la novità tecnologica è la televisione che trasmette le gare nei teatri ed in grandi sale pubbliche allestite per l'occasione. Lo Zeppelin fu usato per trasportare i nastri anche in altre città.
Jesse Owens
Gli ariani tedeschi non si comportarono male in quanto la Germania fu la nazione che vinse il maggior numero di medaglie, ma il fuhrer dovette subire un grande schiaffo morale ad opera di Jesse Owens americano di colore che vinse ben 4 ori (100, 200, lungo e 4x100) diventando l'eroe della manifestazione. A questi si devono aggiungere altre 4 medaglie di colore che hanno rovinato la festa ai nazisti. Hitler si rifiutò di congratularsi con Cornelius Johnson, altro nero, che aveva vinto il salto in alto ed il CIO lo rimproverò dicendogli che o si congratulava con tutti o con nessuno. Hitler scelse nessuno.
La maratona andò al coreano Kee-Chung Sohn in 2h 29'19" il quale dovette subire l'umiliazione di veder issata la bandiera giapponese alla premiazione in quanto la Corea era una nazione occupata. Sohn comunque volle far sapere a tutti di essere coreano e nel 1988 alle Olimpiadi di Seul è stato lui a portare la fiaccola olimpica nello stadio durante la cerimonia di apertura.
La guerra purtoppo è alle porte e questo farà saltare due edizioni delle Olimpiadi per cui si passa direttamente al 1948.

LONDRA 1948

La Germania, come al solito, non viene invitata a partecipare, l'Unione Sovietica non accetta l'invito e la Cina partecipa, ma non lo farà più sino al 1984. In tutto ci sono 3714 atleti maschi e 385 donne da 59 nazioni. Le Olimpiadi si svolsero nonostante le grandi difficoltà in cui la città inglese si trovava a causa dei recenti bombardamenti tedeschi. Gli atleti vennero alloggiati in baracche costruite per le truppe americane durante la guerra ed in edifici scolastici.
La maratona la vinse l'argentino Delfo Cabrera in 2h 34' 51" sorpassando il belga Etienne Gailly che entrò esausto per primo nello stadio dove riuscì a percorrere solo 100 metri prima di vedersi superato.

HELSINKI 1952

Finita una guerra se ne comincia subito un'altra ed questo caso si parla della
Paavo Nurmi
guerra fredda. L'Unione Sovietica torna alle Olimpiadi, ma la tensione fra blocco comunista e blocco occidentale sarà sempre altissima. Tanto per cominciare i sovietici rifiutarono di alloggiare i loro atleti nel villaggio olimpico, cioè insieme alle nazioni capitaliste e pensarono addirittura di alloggiarli a Leningrado e portarli con l'aereo di volta in volta quando toccava a loro gareggiare. Resisi conto che la cosa non era fattibile, accettarono una soluzione di compromesso che fu trovata allestendo un secondo villaggio dove trovarono posto sovietici, bulgari, cecoslovacchi, ungheresi, rumeni, polacchi e yugoslavi. Per quanto riguarda la Germania, si presentarono solo i tedeschi dell'ovest ed anche la Corea, che nel '48 aveva partecipato unita si divise in Nord e Sud. Con queste belle premesse iniziarono le Olimpiadi del '52 che comunque videro segnato un nuovo record di partecipazioni: 4407 uomini e 518 donne da 69 nazioni. Con la fiamma olimpica nello stadio non poteva entrarci nessun altro se non il 56enne Paavo Nurmi.
E cominciarono le gare, che risentirono pesantemente di questo clima in quanto ciascuna vittoria dell'atleta di un blocco piuttosto che dell'altro veniva considerata come la dimostrazione della superiorità del corrispondente sistema politico. E prevalsero gli americani (76 medaglie di cui 40 ori, 19 argenti e 17 bronzi), ma i sovietici se la cavarono benissimo (71 medaglie di cui 22 ori, 30 argenti e 19 bronzi). Da allora questa rivalità politica trasferita sul campo sportivo è rimasta un' odiosa tradizione che ha portato il doping a livelli esasperati e che solo nelle ultime edizioni va faticosamente smorzandosi. Comunque non vinsero tutto americani e sovietici, una curiosità fu rappresentata dalla vittoria nei 1500 metri del lussemburghese Josef Barthel la qual cosa sosprese gli organizzatori al punto da costringerli a rimandare la cerimonia di apertura per trovare l'inno nazionale. Andò male invece al paese ospite che non riuscì a prendere nemmeno un oro. Complessivamente ad Helsinki vennero battuti più di 100 record olimpici.
Per la maratona, l'albo d'oro riporta un altro dei nomi che sono entrati nel mito. Emil Zatopek, un cecoslovacco (blocco comunista quindi) vinse i 5000, i 10000 e la maratona (in 2h 23' 03") una cosa impensabile ai nostri giorni e che comunque non è più riuscita a nessuno. Il giorno in cui Zatopeck vinse i 5000 sua moglie, Dana Zátopková, vinse la gara del giavellotto.

MELBOURNE 1956

Gli australiani dovettero insistere molto per riuscire ad ospitare una edizione delle Olimpiadi (era dal 1936 che ci provavano) anche perchè quando da loro è estate da noi è inverno (le gare si svolsero dal 22 novembre all'8 dicembre) e gli atleti dell'emisfero nord d'inverno non sono al meglio della forma. Per cui andava fatto uno sforzo che tutti preferivano far fare agli altri (cioè quelli dell'emisfero sud). E poi c'era il viaggio, lungo e faticoso (pensate che la stessa obiezione è stata fatta nel 2000 ai poveri australiani che invece sono stati bravissimi e meriterebbero un po' più di considerazione), ma per un solo voto Melbourne la spuntò quando venne presa la decisione nel 1949.
Le nazioni partecipanti furono molte e cioè 67, ma gli atleti (2813 uomini e 371 donne) addirittura meno che nell'edizione di Berlino, ed alcuni di questi in realtà gareggiarono a Stoccolma(!) dove si svolsero le gare equestri visto che le leggi australiane richiedono una quarantena di 6 mesi per portare animali dall'estero.
Per quanto riguarda la tradizione delle ripicche di carattere politico, questa venne fedelmente mantenuta ed a boicottare toccò all'Egitto, all'Irak ed al Libano in quanto Francia ed Inghilterra avevano appena invaso proprio l'Egitto reo di aver rivendicato il controllo del canale di Suez. E poi non andarono Olanda Spagna e Svizzera, per protesta contro l'invasione sovietica nei confronti dell'Ungheria (è l'anno della primavera di Praga). E non è finita perchè anche i cinesi diedero forfait, loro per protestare che a Taiwan fosse stato concesso di partecipare come stato indipendente (mi pare che a tutt'oggi a questo riguardo le cose non siano cambiate molto). Naturalmente a tutto questo bisogna aggiungere la contrapposizione fra occidente e paesi comunisti. Fa una certa tristezza notare che col passare degli anni le Olimpiai pagavano il fatto di diventare sempre più importante come manifestazione con queste grosse ripercussioni di carattere politico, così poco "olimpiche". E i sovietici vincono più medaglie di tutti: comunisti-capitalisti 1 a 1.
E c'è un altra (piccola) rivincita. Gli ungheresi nella semifinale di pallanuoto battono 4 a 0 i sovietici. Fu una partita infuocata che richiese anche l'intervento della polizia, ma che diede spunto per improvvisare quella che diventerà una nuova, bella, tradizione: quella della cerimonia finale, nella quale gli atleti non marciano divisi per nazione, ma camminano tutti insieme, mescolati in segno simbolico di fratellanza.
E la maratona? Anzitutto una curiosità in quanto la corsa cominciò con una falsa partenza, cosa piuttosto inusuale per una gara del genere. Poi vinse Alain Mimoun, francese nato in algeria, in 2h 25' 00", che era arrivato secondo 4 anni prima dietro a Zatopek e che fu gratificato dall'abbraccio del campione ceco giunto sesto.

ROMA 1960

E si arriva in Italia, finalmente. Finalmente perchè De Coubertin lo voleva fare già nel 1908, ma anche perchè è a Roma che si era svolta, circa 1600 anni prima, l'ultima edizione delle Olimpiadi dell'era antica. E gli italiani se la cavarono benone. Anzitutto colsero l'occasione (e questa abitudine ci è rimasta) per decidersi a dare il via ad una serie di opere pubbliche come viabilità, fognature etc., che altrimenti sarebbero ancora lì ad aspettare e poi perchè costruirono ottimi impianti sportivi ed un villaggio olimpico che era un villaggio nel vero senso della parola, cioè dotato di negozi, aree di giochi e quant'altro. Al tempo stesso però ci fu anche attenzione verso le antichità e la ginnastica si svolse nelle terme di Caracalla, mentre le gare di lotta si svolsero nella basilica di Massenzio.
francobollo commemorativo
Una novità tecnologica fu costituita dalla trasmissione in diretta delle gare in tutta Europa (ancora non si poteva fare lo stesso con l'America, ma ogni giorno partivano i nastri registrati per via aerea).
Il merito, o forse semplicemente la fortuna, maggiore fu quello di non risentire particolarmente di problemi di carattere politico, eccezion fatta per Taiwan che partecipò sotto le mentite spoglie di Formosa e, naturalmente, per la rivalità dei soliti 2 blocchi (sovietici battono USA 43 ori a 34). Parteciparono 4736 uomini, 610 donne, in rappresentanza di ben 83 paesi. scarpe? no grazie
Abebe Bikila
Per quanto riguarda gli atleti, la più apprezzata in assoluto fu Wilma Rudolph la "gazzella nera" che aveva 18 fra fratelli e sorelle, che aveva avuto la polio da piccola (non aveva potuto camminare senza stampelle sino all'età di 9 anni) e che vinse 100, 200 e 4x100. Il nostro Livio Berruti vinse i 200 stabilendo il primato mondiale. Nella boxe venne fuori un diciottenne che rispondeva al nome di Cassius Marcellus Clay e che in quella occasione inaugurò la carriera che tutti conosciamo, così come nei medi vinse un altro giovane promettente, il nostro Nino Benvenuti.
La maratona per la prima volta non partì e non terminò nello stadio, ma partì dal colle capitolino, percorse l'Appia e finì sotto l'arco di Costantino. Vinse Abebe Bikila in 2h 15' 16", record del mondo e tempo degno dei giorni nostri soprattutto se si considera che corse senza scarpe. Ma dove trovò la forza per un'impresa simile? La risposta ce la da lo stesso Bikila e sta in un obelisco che troneggiava nella parte finale del percorso e che le scellerate truppe italiane avevano "preso" in Etiopia. Prendere, incassare e portare a casa.

TOKIO 1964

E si arriva anche in Asia ed in particolare in Giappone, la qual cosa non è priva di significati in quanto i nipponici erano stati esclusi nel 1948 a causa del loro ruolo nella seconda guerra mondiale. Con questa scelta si dichiarava chiusa e dimenticata anche questa storia nonostante che l'imperatore Hirohito fosse lo stesso dei tempi di guerra. L'ultimo tedoforo fu il diciannovenne Yoshinori Sakai che era nato presso Hiroshima lo stesso giorno in cui venne sganciata la bomba atomica. Altra scelta piuttosto palesemente simbolica.
I giapponesi non badarono a spese e rimisero a nuovo l'intera Tokio nella quale fra l'altro ricostruirono ex novo tutti gli impianti sportivi. Parteciparono 4457 uomini e 683 donne da 93 diversi paesi fra i quali per l'ultima volta (fino al '92) c'era anche una sola Germania. I sudafricani furono esclusi per le ben note vicende di apartheid.
La maratona per la prima volta venne vinta dallo stesso vincitore dell'edizione precedente. Abebe Bikila, nonostante si fosse operato di appendicite solo 40 giorni prima, stabilì il nuovo record mondiale: 2h 12' 11" questa volta però ai piedi portava scarpe e calzini. Gli organizzatori fecero una brutta figura in quell'occasione perchè non furono in grado di trovare l'inno Etiope ed allora fecero suonare quello Giapponese. Uno vale l'altro.

CITTA' DEL MESSICO 1968

Le Olimpiadi d'altura. Questa volta alle solite controversie di carattere politico si devono aggiungere anche le polemiche che nacquero dal fatto che Città del Messico è a 2240 metri sul livello del mare. La cosa andava bene ovviamente ai messicani, così come andava bene a keniani ed etiopi che vengono dai grandi altopiani, ma chi invece era abituato al livello del mare incontrò non indifferenti difficoltà di ambientamento. Inoltre Città del Messico era ed è una città particolarmente inquinata, dall'aria praticamente irrespirabile. Ma quali sono i guai di carattere politico? Sono tantissimi. La Russia aveva appena invaso la Cecoslovacchia, gli americani erano impegnati nella guerra del Vietnam, Martin Luther King e Robert Kennedy erano stati assassinati da poco e i messicani erano coinvolti in grosse polemiche per le spese sostenute per l'organizzazione dei giochi. Queste polemiche furono soffocate nel sangue quando, 12 giorni prima dell'inizio delle gare 30 studenti furono uccisi dall'esercito durante una manifestazione. E scusate se è poco.
Il clima era quindi molto pesante, in tutti i sensi. La partecipazione fu comunque buona: 4749 uomini e 781 donne, per 112 nazioni.
Black power
8 e 90
Bob Beamon
La gare non rimasero indenni dalle polemiche di carattere politico in quanto è proprio di questa edizione il famoso pugno alzato e guantato di nero dei neri americani Tommie Smith e John Carlos. Il gesto si rifà al movimento antirazzista black power e, per quanto possa sembrarci civile (ma solo per il messaggio che lancia perchè quello non era un movimento di santarellini), costò ai due atleti l'espulsione dal villaggio olimpico. A questo punto invito tutti a tornare a vedere la foto della premiazione di Jesse Owens nel 1936, tanto per osservare che anche in quel caso c'è un gesto (ripetuto da tutti gli atleti tedeschi saliti sul podio) di carattere chiaramente politico, ma che non causò proprio nessuna reazione da parte del CIO.
Per quanto riguarda le gare bisogna dire che l'altitudine nell'atletica si rivelò una formidabile alleata di chi si era abituato alla quota. Furono stabiliti 34 record mondiali e 38 record olimpici. Fra questi c'è l'incredibile volo di 8.90 m di Bob Beamon nel salto in lungo. Fosbury salta alla Fosbury
Fosbury salta alla "Fosbury"
Il record dei record, che mise anche in difficoltà i giudici che non avevano previsto di dover arrivare a fare una misura del genere. Altro evento caratteristico di questa edizione fu la vittoria nel salto in alto del signor Dick Fosbury che in quella occasione mandò in pensione il vecchio caro salto "ventrale".
Nella maratona Bikila passò il testimone ad un altro etiope, Mamo Wolde che vinse in 2h 20' 26". Guardando il tempo si capisce che nelle gare di durata l'altitudine non era certo d'aiuto. Ultimo classificato fu il tanzaniano John Akhwari che arrivò sanguinante e pieno di bende, ma volle a tutti costi tagliare la linea del traguardo in segno di rispetto nei confronti del suo paese.

MONACO 1972

Per le Olimpiadi è stata un edizione terribile. I tedeschi avevano fatto di tutto perchè l'organizzazione fosse perfetta e la Germania aveva investito una enorme quantità di denaro e di risorse a tal fine. Ma niente si poteva fare per impedire un attacco terroristico. Partecipavano 6065 uomini e 1058 donne da 121 paesi. A sei giorni dal termine della gare un commando di 8 palestinesi appartenenti a "Settembre nero" entrarono nel villaggio olimpico ed attaccarono il dormitorio degli atleti israeliani due dei quali vennero uccisi, mentre altri 9 furono fatti prigionieri. I terroristi chiesero la liberazione di 200 prigionieri palestinesi ed un sicuro passaggio fuori dalla Germania, precisamente ad Il Cairo in Egitto. Le attività sportive vennero interrotte ed il mattino seguente 3 elicotteri prelevarono terroristi ed ostaggi per portarli in un aereoporto militare dove un jet era stato preparato per il viaggio. Appena fuori dagli elicotteri però, le teste di cuoio tedesche attaccarono uccidendo tre palestinesi, ma gli altri riuscirono a tornare sull'elicottero dove rimasero fino a mezzanotte quando fu tentato un secondo attacco. un terrorista
un terrorista
Di nuovo le cose non andarono come sperato ed il commando ebbe il tempo di uccidere tutti gli ostaggi. Complessivamente muorirono 11 israeliani e 5 palestinesi, altri 3 terroristi furono arrestati. I giochi furono sospesi per 24 ore, qualcuno chiese che venissero interrotti definitivamente, alcuni paesi si ritirarono, ma l'84enne Avery Brundage, presidente uscente derl CIO, impose la sua volontà di andare avanti, per mantenere i giochi "puliti, puri ed onesti".
E le gare ripresero, fra gli atleti quello che lasciò il segno fu Mark Spitz, il nuotatore americano che si portò a casa ben 7 medaglie d'oro, stabilendo altrettanti record mondiali. Poichè era ebreo, a Spitz fu chiesto di andarsene subito in quanto poteva diventare un obiettivo dei terroristi.
La maratona la vinse un americano, Frank Shorter in 2h 12' 19" il quale ebbe l'amara sorpresa di sentirsi fischiato al suo ingresso nello stadio, ma in realtà il pubblico ce l'aveva con un buontempone che era entrato prima di lui ed aveva fatto il giro di pista come se fosse stato il vincitore.

MONTREAL 1976

Altra edizione con i suoi bei problemi. I canadesi ospitavano per la prima volta e, come tutti, ci tenevano fare bella figura, ma non ci riuscirono in quanto si trovarono di fronte a mille problemi organizzativi ai quali si aggiungevano un incredible spiegamento di forze dedicate alla sicurezza (memori di Monaco) ed un progetto troppo ambizioso riguardo la costruzione di nuovi stadi. Si cominciò quindi in mezzo alle ruspe che tentavano disperatamente di completare i lavori. Fu una catastrofe economica e Montreal ha pagato debiti per molti anni. Comunque parteciparono solo 4781 uomini e 1247 donne da 92 paesi (24 delle 116 nazioni previste decisero di boicottare i giochi), fra i quali la più medagliata, come era successo a Monaco, fu l'Unione Nadia Comaneci
Nadia Comaneci alle parallele asimmetriche
Sovietica. Di nuovo la Cina fece pressione nei confronti di Taiwan che dovette competere usando la bandiera olimpica piuttosto che la sua. Inoltre 20 stati africani non parteciparono per protesta contro la Nuova Zelanda rea di non aver boicottato a sua volta il Sud Africa nel rugby.
Ma di nuovo si arriva alle gare e la vera protagonista fu Nadia Comaneci la ginnasta 14enne che vinse 3 ori individuali e che per prima fece registrare tutti 10 fra le votazioni della giuria. Altri nomi storici sono quelli di Edwin Moses ed Alberto Juantorena, che tutti ricordiamo.
Nella maratona c'è di nuovo il vincitore della passata edizione che rimase in testa per più di metà gara ed ingaggiò un duello testa a testa negli ultimi 6 chilometri con Waldemar Cierpinski che alla fine prevalse in 2h 09' 55" anche perchè al suo ingresso nello stadio sentì l'inno della sua nazione, la Germania Est, che stava suonando per la premiazione della staffetta femminile 4x400.

MOSCA 1980

Si comincia purtroppo con un record, quello dei boicottaggi, in quanto nel 1979 l'Unione Sovietica aveva invaso l'Afganistan e questo convinse ben 62 paesi a non andare, fra questi gli USA, il Giappone e la Germania Ovest. Qualcuno, fra cui l'Italia, lasciò la decisione se partecipare o meno ai singoli atleti e qualcun altro si limitò a non andare alla cerimonia di apertura. Ed allora andarono 80 nazioni, con 4043 uomini e 1124 donne. I sovietici non si preoccuparono troppo ed ancora furono la rappresentativa più medagliata, anzi, insieme ai tedeschi dell'est vinsero quasi tutto (127 ori su 203) grazie alla scarsa partecipazione degli atleti occidentali.
Nadia Comaneci vinse di nuovo, 2 ori, mantenendo così brillante la sua stella. Per gli italiani c'è la vittoria di Sara Simeoni nel salto in alto.
La maratona torna a Waldemar Cierpinnski in 2h 11' 03" che diventa così il secondo uomo a vincere due edizioni consecutive della nostra gara preferita.

LOS ANGELES 1984

Guarda un po', subito dopo l'Unione Sovietica si va proprio negli Stati Uniti e questa è un'ottima occasione per il patto di Varsavia per restituire il favore del boicottaggio. Dall'est arriva solo la Romania, alla quale si aggiunge la Cina che invece torna a partecipare per la prima volta dal 1952. Alla fine arrivano 5230 uomini e 1567 donne, da 140 paesi.
In questa occasione gli americani diedero il via alla vera e propria tradizione degli sponsor. Questa fu infatti la prima edizione dei giochi a non essere organizzata con fondi governativi, ma grazie al contributo degli sponsor che invasero i giochi in ogni aspetto con i loro marchi. Tanto per fare un esempio la ABC pagò una cifra astronomica per avere l'esclusiva sui giochi ed ottenne anche di far disputare determinate gare nelle ore serali, cioè durante i picchi di ascolto. Le Olimpiadi diventano così quel grande evento commerciale che in futuro la farà da padrone anche nella scelta della città ospitante, determinando la sconfitta di Atene in occasione del centenario, nel 1996.
il grande Carl
Riguardo alle gare, come i loro cugini 4 anni prima, gli americani approfittarono della assenza della parte avversa per farla da padroni, vincendo 83 ori e 174 medaglie in tutto. L'uomo dell'anno è Carl Lewis che vince 4 ori (100, 200, lungo e 4x100).
E la maratona? Finalmente arrivano le donne per cui da questa volta abbiamo due vincitori: Carlos Lopez, portoghese, in 2h 09' 21" e la statunitense Joan Benoit in 2h 24' 52". Ma l'immagine che tutti abbiamo negli occhi è quella della svizzera Gabrielle Anderson-Scheiss che arrivò stremata e claudicante percorrendo un interminabile quanto glorioso ultimo giro.

SEOUL 1988

E finalmente si arriva ad un edizione di giochi quasi senza boicottaggi, quasi perché la Corea del Nord fece richiesta di essere co-organizzatrice, ma il CIO rifiutò e così coreani del nord, cubani ed egiziani non parteciparono, ma era ben poca cosa rispetto ai problemi delle ultime edizioni. Questo non toglie che la tensione fosse altissima,
Ben Jonhson
anche perché spesso gli studenti coreani manifestavano in favore della riunificazione ed il servizio di sicurezza contava più di 100mila elementi, un vero e proprio record (negativo, però). Del resto oggigiorno siamo abituati a vedere la polizia quando c'è una partita di calcio e questo binomio incidenti-sport sta diventando una maledizione. Il dato positivo è che parteciparono in 6279 uomini e 2186 donne, da 159 nazioni, un record positivo. Insomma bisogna sforzarsi di vedere le cose nel modo migliore.
Gli atleti lo fecero partecipando numerosi e stabilendo ben 27 nuovi record mondiali, anche perchè a farla da padrone pare che sia stato il doping. Insomma le cose si possono anche vedere in modo negativo. Dipende. E chi si è scordato della finale dei 100 m? Il canadese Ben Johnson, dopo essersi qualificato grazie ad un ripescaggio, vinse una strepitosa finale battendo Carl Lewis in 9 e 79. Rimanemmo tutti strabiliati, così come la stessa cosa successe 3 giorni dopo quando venimmo a sapere della squalifica per doping che restituì l'oro a Lewis e rispedì Johnson a casa con squalifica a vita. La squalifica venne poi ridotta a due anni e Ben Johnson tornò in pista con dei tempi che non gli consentirono nemmeno di entrare nella rosa della 4x100 canadese. Ma il doping ha sempre accompagnato lo sport e gli esempi si contano numerosi.
Flo-Jo
Basti pensare alle nuotatrici dell'est che erano dei veri e propri uomini e che scomparirono del tutto dopo la riunificazione, oppure a Florence Griffith-Joyner della quale ci siamo tutti innamorati per le sue prestazioni nelle gare veloci (vinse 3 ori: 100 con record mondiale non omologato per vento a favore, 200 con record mondiale, 4x100 ed un argento nella 4x400) e per il suo look. Su di lei non ci sono né squalifiche né prove, ma subito dopo aver vinto tutto il possibile, "Flo-Jo" si ritirò inspiegabilmente dalle gare e pochi anni dopo è morta. 2 più 2 fa 4, purtroppo. Questi episodi diedero comunque il via ad una massiccia lotta al doping. Le federazioni si sono dotate di mezzi sempre più sofisticati per le analisi, ma è anche vero che spesso le stesse federazioni fanno anche notevoli progressi nella ricerca di nuove sostanze che non siano rilevabili ai test. Purtroppo.

Noi italiani abbiamo però un ricordo straordinario di Seoul grazie a Gelindo Bordin, unico non africano a vincere una gara di corsa più lunga di 400m. Bordin vinse la maratona in 2h 10' 32" correndo un finale solitario nella umida mattinata coreana. Fra le donne vinse Rosa Mota in 2h 25' 40".

BARCELONA 1992

Ormai siamo molto vicini nel tempo ed i ricordi sono piuttosto vivi. Le olimpiadi spagnole iniziarono con una delle più belle cerimonie mai organizzate, nella quale cantarono nientemeno che Placido Domingo, Jose Carreras, e Monserrat Caballe. Quest'ultima legò la sua voce a quella del mitico Freddy Mercury dei Queen con il quale cantò l'inno dei giochi. Ma questa è anche un edizione speciale, perché il mondo assiste agli straordinari eventi legati alla caduta del muro di Berlino. La Germania torna a competere sotto una sola bandiera, mentre l'Unione Sovietica rimane unica, ma come "team" composto da atleti di 12 diverse nazioni. E poi niente boicottaggi. Questa volta davvero. C'erano Cuba, la Corea del Nord e, udite udite, anche il Sud Africa, dove Nelson Mandela sta vincendo la sua battaglia per gli uomini di colore. Partecipano 7555 uomini e 3008 donne in rappresentanza di 172 differenti nazioni.
Altra novità è l'ufficializzazione della ammissione ai giochi dei professionisti. De Coubertin avrebbe avuto da ridire, ma chi potrebbe sostenere che p.es Carl Lewis era un amatore? Semplicemente la nuova regola consentì alcune partecipazioni nuove, fra le quali quella del Dream Team, la squadra di basket statunitense che vinse a mani basse un torneo al quale partecipò portando anche Magic Johnson il grandissimo campione che aveva pubblicamente dichiarato la sua positività al virus dell'HIV. Tutta l'Olimpiade è comunque una grande festa alla quale hanno partecipato moltissimi straordinari atleti.
La maratona è appannaggio di un sud coreano, Hwang Young-Cho, in 2h 13' 23" e di una russa, Valentina Yegorova in 2h 32' 41" che proveniva da un piccolissimo villaggio dove la seguirono su un'unica tv in bianco e nero. Per evitare il gran caldo la gara cominciò alle 6 e mezza del mattino. Una curiosità: ultimo classificato fu Hussain Haleen che fu in assoluto il primo atleta che partecipò alle Olimpiadi in rappresentanza delle Maldive.

ATLANTA 1996

Si torna negli Stati Uniti e lo si fa per pura questione di soldi, infatti gli americani garantiscono alla manifestazione un successo economico contro il quale i greci non sono in grado di competere. Ecco perché, nonostante che si trattasse della edizione del centenario, quella che tutti avrebbero voluto ad Atene, venne scelta Atlanta. Ma questa in effetti è ben poca polemica rispetto a quelle che abbiamo ricordato riguardo alle edizioni precedenti e tutto sommato nel 1996 le cose andarono egregiamente. Parteciparono 10700 atleti da ben 197 nazioni e ci furono 16 memorabili giorni di gare nelle quali si svolsero 271 eventi di 37 diverse discipline. Più di 2 milioni di persone per l'occasione andarono ad Atlanta e ben due terzi della popolazione mondiale seguì in televisione le 3000 ore di trasmissione dedicate all'evento.
Michael Johnson, record nei 200
La maratona la vinsero Josiah Thugwane in 2h 12' 36" un sudafricano che dedicò la vittoria al suo presidente Nelson Mandela e Fatuma Roba in 2h 26' 05". Quest'ultima è un egiziana che aveva cominciato a correre ispirata dalle imprese di Abebe Bikila, ma che fino al momento della gara non aveva mai visto in vita sua una Olimpiade, nemmeno in televisione.

SIDNEY 2000

La prima Olimpiade del nuovo millennio, ma anche una delle più belle e riuscite di tutti i tempi.
E' passato poco tempo e per ora mi limito a ricordare che la maratona maschile l'ha vinta l'etiope Gezahagne Abara in 2h 10' 11" e quella femminile la giapponese Takahashi Naoko in 2h 23' 14". .




la storia non è finita....

ATENE 2004